
Il corso è stato realizzato nell’ambito del progetto DEH ALMA – Advanced Learning Multimedia Alliance For Inclusive Academic Innovation — Progetto PNRR – Missione 4 "Istruzione e Ricerca" – Componente 1 "Potenziamento dell’offerta dei servizi all’istruzione: dagli Asili Nido alle Università" – Investimento 3.4 "Didattica e competenze universitarie avanzate" – CUP: E68H24000430006 – Codice progetto: DEH2023-00012
Consumi cinematografici nell'Italia fascista
Descrizione: La storiografia sui consumi, e sui consumi culturali in particolare, ha modificato le periodizzazioni che solitamente ripartivano il Novecento con una netta cesura alla fine della seconda guerra mondiale. Particolarmente interessanti in questo senso appaiono i consumi cinematografici nell’Italia fascista. Fino alla fine degli anni trenta, infatti, anche il mercato cinematografico italiano è dominato dalla produzione hollywoodiana – come lo sarà alla fine del conflitto – e, assieme alle pellicole, gli italiani e, soprattutto, le italiane possono confrontarsi con modelli di mascolinità, di femminilità e di età diversi da quelli proposti dal fascismo.
Nella lezione illustrerò la politica del regime nei confronti della cinematografia, la produzione cinematografica fascista tra film di propaganda e telefoni bianchi, la ricerca da parte del fascismo di una baby star che possa rappresentare un’alternativa a Shirley Temple, i modelli di femminilità e di età proposti dal cinema statunitense e la loro ricezione in Italia, la spettatorialità delle studentesse italiane analizzata attraverso le forme di fandom e la piccola posta dei rotocalchi.
L’obiettivo è quello di verificare l’influenza della cultura cinematografica statunitense sul pubblico dell’Italia fascista, in particolare sulle ragazze.
Docente: Barbara Montesi
Durata: 1 ora
Obiettivi Formativi:
- Comprendere e riflettere criticamente sull'impatto dei consumi culturali nell'Italia fascista e sulle trasformazioni sociali, politiche ed economiche che li hanno accompagnati;
- Interpretare il rapporto tra immagini cinematografiche e potere politico attraverso un'analisi che mette al centro la fruizione e la spettatorialità cinematografica tra gli anni trenta e i primi anni quaranta;
- Confrontarsi con il dibattito teorico ed epistemologico relativo alla cultura visuale




